A seguito dell’ennesimo problema di sicurezza, nelle settimane numerose voci autorevoli si sono espresse sollecitando gli utenti internet ad abbandonare il browser di casa Microsoft, in particolare la versione 6.
Non parliamo dei soliti “guru” della rete, ma di ben due governi (Tedesco e Francese), del Department of Health britannico, e dei due principali colossi del web, Google e Yahoo.
Le ragioni vanno dalla tutela della sicurezza dei dati dei cittadini all’esigenza di rinnovare il web: nella versione 6 infatti Internet Explorer ha ormai dieci anni, e non è in grado di supportare le tecnologie che si sono affermate in questo periodo e che consentono di implementare applicazioni web sempre più potenti. In realtà anche le versioni più aggiornate (la 7 e la 8), mancano ancora del completo supporto per quelli che ormai si sono affermati come standard web per i linguaggi di interfaccia, e per le prossime release che vedranno la luce forse tra un paio di anni la microsoft sta annunciando novità che per gli altri browser open source sono già storia.
Significa, in buona sostanza, che questo software è ormai diventato una pesante palla al piede per la crescita del web: è possibile che la progressiva mancanza di supporto da parte dei siti più utilizzati al mondo, unite a raccomandazioni ufficiali a livello governativo, possano finalmente scalzare almeno l’obsoleta versione 6 del browser e magari modificare le politiche Microsoft nello sviluppo delle nuove versioni?