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	<title>WebMan.it - Web Management</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>La mia banca è differente: inquina!</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 11:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Organizzazione e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>
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		<description><![CDATA[Come molti, ormai faccio tutte le operazioni bancarie online: è pratico, veloce,  non uso carta inutilmente e non inquino spostandomi in macchina. Per lo stesso motivo pago online tutte le bollette, e ne ho richiesto dove possibile l&#8217;invio in solo formato digitale: è una piccola scelta che, se non migliora, almeno aiuta a non peggiorare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come molti, ormai faccio tutte le operazioni bancarie online: è pratico, veloce,  non uso carta inutilmente e non inquino spostandomi in macchina. Per lo stesso motivo pago online tutte le bollette, e ne ho richiesto dove possibile l&#8217;invio in solo formato digitale: è una piccola scelta che, se non migliora, almeno aiuta a non peggiorare ulteriormente una situazione ambientale disastrosa (e allo stesso tempo mi semplifica la vita).</p>
<p>In teoria.</p>
<p>In realtà, la mia banca attuale (BPER), a differenza di altri istituti ha scelto di inviare comunque ai suoi clienti notifica cartacea di qualunque operazione fatta in homebanking. Non è opzionale, lo fa e basta. Il risultato è che ogni mese mi trovo a dover aprire e stracciare un sacco di lettere totalmente inutili che diventano immediatamente rifiuti da smaltire. Lettere che per essere stampate hanno consumato corrente elettrica, e che per arrivare a casa mia hanno consumato una certa quantità di CO2.</p>
<p>Il risultato? Oggi pomeriggio vado a informarmi dalla banca accanto per spostare tutto da loro.</p>
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		<title>Andiamo a quel paese!</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 09:32:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Organizzazione e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Strumenti e Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo le polemiche di poco tempo fa circa possibili tagli alle risorse per la crescita delle infrastrutture di connettività in Italia, proprio mentre nel resto di europa si parlava di ampliamenti, oltreoceano si danno questi obiettivi:

100 milinoi di case con connettività a 100mbit
Incentivi alla telemedicina
Incentivi alla formazione a distanza

Non mi viene più voglia di &#8220;mandare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le polemiche di poco tempo fa circa possibili tagli alle risorse per la crescita delle infrastrutture di connettività in Italia, proprio mentre nel resto di europa si parlava di ampliamenti, oltreoceano si danno <a href="http://www.businessweek.com/news/2010-02-18/broadband-may-help-jobs-health-care-electric-grid-fcc-says.html">questi obiettiv</a>i:</p>
<ul>
<li>100 milinoi di case con connettività a 100mbit</li>
<li>Incentivi alla telemedicina</li>
<li>Incentivi alla <a href="http://www.elearnit.net">formazione a distanza</a></li>
</ul>
<p>Non mi viene più voglia di &#8220;mandare a quel paese&#8221; i nostri governanti: no, mi vien voglia di andarci io!</p>
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		<title>Tutti contro Internet Explorer</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 09:08:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti e Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[A seguito dell&#8217;ennesimo problema di sicurezza, nelle settimane numerose voci autorevoli si sono espresse sollecitando gli utenti internet ad abbandonare il browser di casa Microsoft, in particolare la versione 6.
Non parliamo dei soliti &#8220;guru&#8221; della rete, ma di ben due governi (Tedesco e Francese), del Department of Health britannico, e dei due principali colossi del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito dell&#8217;ennesimo problema di sicurezza, nelle settimane numerose voci autorevoli si sono espresse sollecitando gli utenti internet ad abbandonare il browser di casa Microsoft, in particolare la versione 6.</p>
<p>Non parliamo dei soliti &#8220;guru&#8221; della rete, ma di ben due governi (Tedesco e Francese), del <em>Department of Health</em> britannico, e dei due principali colossi del web, Google e Yahoo.</p>
<p>Le ragioni vanno dalla tutela della sicurezza dei dati dei cittadini all&#8217;esigenza di rinnovare il web: nella versione 6 infatti Internet Explorer ha ormai dieci anni, e non è in grado di supportare le tecnologie che si sono affermate in questo periodo e che consentono di implementare applicazioni web sempre più potenti. In realtà anche le versioni più aggiornate (la 7 e la 8),  mancano ancora del completo supporto per quelli che ormai si sono affermati come standard web per i linguaggi di interfaccia, e  per le prossime release che vedranno la luce forse tra un paio di anni la microsoft sta annunciando novità che per gli altri browser open source sono già storia.</p>
<p>Significa, in buona sostanza, che questo software è ormai diventato una pesante palla al piede per la crescita del web: è possibile che la progressiva mancanza di supporto da parte dei siti più utilizzati al mondo, unite a raccomandazioni ufficiali a livello governativo, possano finalmente scalzare almeno l&#8217;obsoleta versione 6 del browser e magari modificare le politiche Microsoft nello sviluppo delle nuove versioni?</p>
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		<title>Come back South!</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 21:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>

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		<description><![CDATA[contrordine, San Scajola, ministro dello Sviluppo economico, dice che i soldi per la banda larga invece bisogna tirarli fuori
riusciranno i nostri eroi a mettersi daccordo?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>contrordine, San Scajola, ministro dello Sviluppo economico, dice che i soldi per la banda larga invece <a href="Il ministro dello Sviluppo economico">bisogna tirarli fuori</a></p>
<p>riusciranno i nostri eroi a mettersi daccordo?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Go North!</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 17:40:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre in Finlandia la banda larga viene riconosciuta come un diritto dei cittadini, mentre in Svezia si progetta la &#8220;banda larghissima&#8221; per tutta la nazione, noi che in italia siamo i più furbi chiudiamo il portafoglio e rimandiamo anche quei pochi investimenti che si dovevano fare per ridurre il digital divide, e quindi rilanciare lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre in Finlandia la banda larga viene riconosciuta come un <a href="http://yle.fi/uutiset/news/2009/10/1mb_broadband_access_becomes_legal_right_1080940.html">diritto dei cittadini</a>, mentre in Svezia si progetta la <a href="http://punto-informatico.it/2742799/PI/News/svezia-banda-larghissima-tutti.aspx">&#8220;banda </a><a href="http://punto-informatico.it/2742799/PI/News/svezia-banda-larghissima-tutti.aspx">larghissima&#8221;</a><strong> </strong>per tutta la nazione, noi che in italia siamo i più furbi <a href="http://punto-informatico.it/2743741/PI/News/banda-larga-arrivederci-al-2011.aspx">chiudiamo il portafoglio</a> e rimandiamo anche quei pochi investimenti che si dovevano fare per ridurre il digital divide, e quindi rilanciare lo sviluppo attraverso l&#8217;innovazione.</p>
<p>no comment</p>
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		<title>Il supply chain management in Calzedonia</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 14:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Organizzazione e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Strumenti e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[SCM]]></category>
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		<description><![CDATA[Con l&#8217;aumentare dei volumi di produzione in impianti a ciclo continuo che necessitano di una puntuale ricezione delle materie prime, anche il flusso delle attività legate agli acquisti da gestire su base giornaliera è aumentato fino a creare un vero e proprio &#8220;collo di bottiglia&#8221;.
Quella della gestione e integrazione dei fornitori è una problematica molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;aumentare dei volumi di produzione in impianti a ciclo continuo che necessitano di una puntuale ricezione delle materie prime, anche il flusso delle attività legate agli acquisti da gestire su base giornaliera è aumentato fino a creare un vero e proprio &#8220;collo di bottiglia&#8221;.<br />
Quella della gestione e integrazione dei fornitori è una problematica molto diffusa nelle aziende, che però può essere risolta con l&#8217;integrazione in azienda di strumenti e pratiche di web management. E&#8217;  quello che è successo anche in Calzedonia, dove i processi sono stati migliorati sensibilmente in termini di efficacia ed efficienza con l&#8217;adozione di uno strumento web a supporto dei processi di <a title="software scm" href="http://www.iungo.it/case_history.asp?id=12"><strong>supply chain management</strong> (SCM)</a>.</p>
<p><strong><span id="more-109"></span>Il &#8220;caso&#8221; Calzedonia</strong></p>
<p>L’azienda,  specializzata nella produzione di intimo calze e costumi e proprietaria dei marchi Intimissimi e Tezenis, necessitava di una soluzione software in grado di trasmettere in modo automatico al sistema gestionale la situazione degli ordini. Il direttore di produzione Riccardo Romani descrive così la situazione: &#8220;Le energie erano impiegate quasi esclusivamente a inserire le risposte ricevute dai fornitori in un primo tempo in un comune foglio di excel, poi nel sistema gestionale: una sorta di lavoro manuale che non consentiva di concentrarsi su ciò che per noi è davvero importante: l’analisi dei dettagli e l’istituzione di relazioni intelligenti e collaborative con i fornitori.&#8221;</p>
<p><strong>La soluzione</strong></p>
<p>Per compiere il salto di qualità la società ha quindi deciso di adottare una soluzione software SCM che trasmettesse in modo automatico al sistema gestionale la situazione degli ordini, in modo che anche l’ufficio adibito alla programmazione della produzione potesse beneficiarne, usufruendo di un quadro sinottico sullo stato delle materie prime già disponibili o in arrivo.</p>
<p>La scelta è caduta su Iungo, un <a title="supply chain management" href="http://www.iungo.it/">software per il supply chain management</a> sviluppato dall&#8217;italiana Smarten e distribuito per il settore moda da Datafashion e Softintime: il suo punto di forza è la capacità di integrare i fornitori in modo non impositivo, richiedendo loro di rispondere semplicemente ad una e-mail anziché via fax per confermare o modificare l’ordine. I vantaggi che ne derivano sono numerosi, sia in termini di eliminazione di attività a basso valore aggiunto che di ottimizzazione della produttività, e sono accresciuti dalla possibilità di integrare la soluzione con i sistemi ERP.</p>
<p>Il cambiamento ha quindi riguardato esclusivamente l’utilizzo di un nuovo strumento, cioè la posta elettronica in sostituzione al fax. Le conferme o le modifiche d’ordine effettuate via mail dai fornitori ora finiscono automaticamente nel portale Iungo, integrato con il sistema gestionale dell’azienda.</p>
<p><strong>Implementazione</strong></p>
<p>Il software per la gestione della supply chain si presenta a chi si occupa degli acquisti come un portale in cui sono presenti tutte le informazioni sugli ordini in real time. Un aggiornamento che però non richiede nessuno sforzo aggiuntivo, né dal personale interno né tanto meno da parte dei fornitori.  “L’approccio al nuovo strumento da parte dei nostri fornitori è avvenuto con molta semplicità. Abbiamo mandato loro una e-mail in cui venivano informati che da lì a poco avrebbero ricevuto gli ordini nel formato di posta elettronica anziché via fax. Il cambiamento era relativo solamente alla modalità comunicativa, dunque nessuna invasività e imposizione”, dichiara Romani.<br />
<strong><br />
I vantaggi per l&#8217;azienda</strong></p>
<p>Grazie a IUNGO si è verificato un importante snellimento dei processi aziendali. Il principale vantaggio riscontrato da Calzedonia con l&#8217;adozione di questo software di e-procurement consiste nel fatto che il personale dell’ufficio acquisti ora può <strong>dedicarsi ad attività a valore aggiunto</strong>, come spuntare il miglior prezzo e le migliori condizioni, integrarsi e coordinarsi con i fornitori, creando un clima di fiducia e di reciproco interesse.</p>
<p>Infatti, il portale permette, con l’utilizzo molto intuitivo dei colori e degli spazi, di cogliere a colpo d’occhio la situazione e di concentrarsi di conseguenza sulle problematiche e sui ritardi. La data di consegna dei materiali è ora un dato preciso. “Con la metodologia precedente le risposte ricevute dai fornitori erano per lo più telefoniche, talvolta vaghe: ‘consegnerò più o meno la prossima settima’. Con il sistema attuale, le risposte arrivano per iscritto e sono maggiormente dettagliate: dati i volumi che gestiamo noi, è importante sapere anche le quantità”, afferma Romani. Il fornitore si sente dunque più controllato ma anche più responsabilizzato nel rispettare le tempistiche. Ciò si riflette in una maggiore capacità di programmare la produzione. “Adesso abbiamo la possibilità di comprendere la disponibilità dei materiali proiettata in un tempo più lungo, di un mese e mezzo, anche due, mentre prima riuscivamo a fare previsioni al massimo nell’ordine di 15 giorni. La filiera ha perciò la capacità di sostenere i ritmi talvolta serrati di un settore come il nostro”, conclude Romani.</p>
<p>Un altro vantaggio è che il fornitore si sente più controllato e dunque più responsabilizzato nel rispettare le tempistiche, e ciò si traduce per l&#8217;azienda in una maggiore capacità di programmare la produzione. &#8220;Adesso abbiamo la possibilità di comprendere la disponibilità dei materiali proiettata in un tempo più lungo, di un mese e mezzo, anche due, mentre prima riuscivamo a fare previsioni al massimo nell’ordine di 15 giorni. La filiera ha perciò la capacità di sostenere i ritmi talvolta serrati di un settore come il nostro&#8221;, conclude il direttore della produzione di Calzedonia.<br />
<strong><br />
La risposta dei fornitori</strong></p>
<p>&#8220;L’approccio al nuovo strumento da parte dei nostri fornitori è avvenuto con molta semplicità – dichiara Romani -. Abbiamo mandato loro una e-mail in cui venivano informati che da lì a poco avrebbero ricevuto gli ordini nel formato di posta elettronica anziché via fax. Il cambiamento era relativo solamente alla modalità comunicativa, dunque nessuna invasività e imposizione&#8221;. Tutte le conferme o le modifiche d’ordine che i fornitori effettuano via e-mail sono inserite automaticamente nel portale Iungo, grazie all&#8217;integrazione con il sistema gestionale dell’azienda.</p>
<p><strong>La totalità dei fornitori ha accettato di buon grado</strong>: le conferme o le modifiche d’ordine che effettuano via e-mail vanno poi automaticamente nel portale SCM, integrato con il sistema gestionale dell’azienda. “Il nostro parco fornitori è molto variegato, si va da quello di grandi dimensioni da 500 milioni di euro di fatturato annuo a piccole tintorie locali. La duttilità e facilità del sistema hanno permesso un’immediata implementazione”, dice Romani. In prospettiva, c’è l’intenzione di connettere direttamente al portale il principale fornitore per un’integrazione completa e un ulteriore coinvolgimento e di estendere l&#8217;utilizzo del software SCM anche ai fornitori di prodotti finiti e non solo di materie prime.</p>
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		<title>2.0: Una luce in fondo al tunnel?</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 07:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing e Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Un recente post di Massimiliano Ferrari fa il punto della situazione e cerca di tirare le somme sui discorsi fatti in rete nell&#8217;ultimo anno circa la promozione delle aziende su canali &#8220;social&#8221;.
Una sintesi chiara ed efficace che non scioglie i miei dubbi su questo fantomatico &#8220;web 2.0&#8243; (anzi, in qualche modo li conferma), ma che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un recente post di Massimiliano Ferrari fa il punto della situazione e cerca di tirare le somme sui discorsi fatti in rete nell&#8217;ultimo anno circa <a href="http://maxferrari.wordpress.com/2009/03/09/le-aziende-il-marketing-e-la-conversazione-sta-succedendo-qualcosa/">la promozione delle aziende su canali &#8220;social&#8221;</a>.</p>
<p>Una sintesi chiara ed efficace che non scioglie<a title="web 2.0" href="http://www.webman.it/?p=48"> i miei dubbi</a> su questo fantomatico &#8220;web 2.0&#8243; (anzi, in qualche modo li conferma), ma che almeno mi fa finalmente intravedere che forse in fondo in fondo c&#8217;è speranza di dare un po&#8217; di concretezza a tutto questo vociare.</p>
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		<title>Tecnologie pulite: una buona notizia</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 07:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità ambientale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora buone notizie sul fronte delle tecnologie ecosostenibili: non nascondo che ormai sono le notizie che preferisco, ma soprattutto non vedo l&#8217;ora di trovarle in giro, impiegate veramente nei computer delle nostre aziende e delle nostre case.
Questa volta è Fujitsu-Siemens a proporre una novità interessante per ridurre i consumi energetici. E&#8217; un altro passettino, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora buone notizie sul fronte delle tecnologie ecosostenibili: non nascondo che ormai sono le notizie che preferisco, ma soprattutto non vedo l&#8217;ora di trovarle in giro, impiegate veramente nei computer delle nostre aziende e delle nostre case.</p>
<p>Questa volta è Fujitsu-Siemens a proporre <a href="http://www.itnews.it/news/2009/0308185354541/fujitsu-siemens-presenta-il-pc-a-zero-watt.html" target="_blank">una novità interessante</a> per ridurre i consumi energetici. E&#8217; un altro passettino, ma tem che oltre che sulle tecnologie ci sarà un bel po&#8217; di lavoro da fare anche sulla <a href="http://punto-informatico.it/2504364/PI/News/tecnologia-verde-questa-sconosciuta.aspx">sensibilità dei consumatori</a>.</p>
<p>Vabbè, rimbocchiamoci le maniche, dai&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fermi tutti!</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 13:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Organizzazione e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità ambientale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco qua: ogni anno passate 500 ore in auto. Io no, perchè per fortuna riesco a gestire da remoto il 90% del mio tempo. Vuol dire che sono più produttivo, più sereno e meno stressato. Ho meno costi, corro meno rischi, ho più tempo per aggiornarmi, ho più tempo per i miei cari. E tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco qua: ogni anno passate <a href="http://www.repubblica.it/2009/03/motori/motori-marzo1-09/ore-in-auto-traffico/ore-in-auto-traffico.html">500 ore in auto</a>. Io no, perchè per fortuna riesco a gestire da remoto il 90% del mio tempo. Vuol dire che sono più produttivo, più sereno e meno stressato. Ho meno costi, corro meno rischi, ho più tempo per aggiornarmi, ho più tempo per i miei cari. E tutto questo inquinando meno.</p>
<p>Tiè!</p>
<p>Ma si può sapere cosa aspettate? Datevi una mossa: smettete di muovervi!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I falsi miti della promozione online</title>
		<link>http://www.webman.it/?p=85</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 20:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing e Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[I dati emersi nel post precedente confermano che AdWords e AdSense possono essere buoni strumenti di promozione, ma non sempre e non per tutti. Purtroppo, anche se questo ci semplificherebbe molto le cose, su internet non esistono verità assolute che si applichino a qualunque realtà imprenditoriale. Purtroppo, alcune verità vengono a volte strumentalizzate e vendute [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I dati emersi nel post precedente confermano che AdWords e AdSense possono essere buoni strumenti di promozione, ma non sempre e non per tutti. Purtroppo, anche se questo ci semplificherebbe molto le cose, su internet non esistono verità assolute che si applichino a qualunque realtà imprenditoriale. Purtroppo, alcune verità vengono a volte strumentalizzate e vendute come rimedi facili ed efficaci, senza però specificare i &#8220;se&#8221; ed i &#8220;ma&#8221;  che si portano dietro. Questo per l&#8217;azienda vuol dire molto spesso buttare via i propri soldi. Non fatevi fregare, ecco alcuni falsi miti della promozione online..</p>
<p><span id="more-85"></span></p>
<p><strong>Mito n.1: basta pagare e arrivano i clienti</strong></p>
<p>Le dimensioni non contano: se una campagna generica puo&#8217; portare un numero di visitatori che può impressionare un neofita, non è detto che porti visitatori di qualità. Purtroppo è facile impressionare con i numeri: guarda caro cliente, la tua campagna adwords questo mese ti ha portato 100 visitatori al giorno, prima ne avevi solo 20. Ok, ma questi visitatori poi chi sono? Comperano? Arrivano per caso o sono veramente interessati ai miei contenuti?<br />
Tutti questi ragionamenti il piccolo imprenditore digiuno di marketing magari non li fa, e purtroppo ci sono molti improvvisati esperti che se ne approfittano.<br />
La realtà è che se quei &#8220;solo 20&#8243; fossero di qualità e diventassero clienti, per qualunqe azienda varrebbero molto di più degli altri 80. Far numero è facile, lavorare sulla qualità meno. E se quei 100 visitatori fossero per qualunque motivo &#8220;sbagliati&#8221;, sarebbe esattamente come non averne nessuno.</p>
<p><strong>Mito n.2: con internet si guadagna</strong></p>
<p>Per favore non mettete gli annunci adsense sul vostro sito aziendale solo perchè il nipote di vostro cugino vi ha detto che così poi Google vi paga.<br />
1 &#8211; Danneggiate l&#8217;immagine del vostro sito<br />
2 &#8211; gli annunci sono a tema, quindi rischiate di far pubblicità ai vostri concorrenti (in tal caso avrete pagato il sito per aiutare la concorrenza&#8230; geniale)<br />
3 &#8211; Un visitatore che clicca su un annuncio se ne va dal vostro sito&#8230; e allora perchè avete fatto il sito?<br />
4 &#8211; Si calcola che per avere un ritorno significativo occorrano almeno alcune centinaia di visitatori al giorno: li avete?</p>
<p><strong>Mito n.3: su internet è facile</strong></p>
<p>A qualunque cosa si riferisca questa frase&#8230;non è vero!! Qualcuno una volta mi ha detto che la chitarra è uno strumento facile da suonare male. Per i servizi online vale la stessa cosa. Il fatto che su internet la gestione sia possibile a costi magari più contenuti rispetto ad altri canali, non significa che chiunque possa farlo bene.</p>
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